L’amianto è ampiamente presente in natura sotto forma di minerale fibroso e si suddivide in due principali famiglie:
• gli anfiboli: individuabili nelle fasi successive alle eruzioni ed al conseguente raffreddamento del magma. La propria struttura provoca un’elevata instabilità termica e quindi una scarsa infiammabilità. Appartengono a questo gruppo l’amianto grigio, la crocidolite e l’amosite;
• i serpentini: minerali presenti in rocce metamorfiche. Le più note varietà sono l’amianto bianco ed il crisolito. Anche i serpentini sono riconosciuti come ottimi composti per la produzione di isolanti termici e materiali ignifughi.
L’amianto è un minerale naturale dotato di particolari proprietà, una di queste è sicuramente la resistenza al calore e la scarsa infiammabilità. Proprio per questo veniva considerato uno dei più efficienti materiali ignifughi, adatto per abitazioni ed indumenti.
Se ne fece largo uso soprattutto in quei lavori esposti maggiormente alle alte temperature e quindi più soggetti al pericolo incendio. Un esempio a tal proposito sono le tute di protezione per i vigili del fuoco (realizzate un tempo in amianto), le coperture per tettoie, tubazioni e rivestimenti per le centraline elettriche.
Viene adoperato anche nel settore edile con manufatti realizzati in fibrocemento (eternit) e nel settore meccanico con l’utilizzo di guarnizioni e materiali per sistemi frenanti.
Da annoverare il suo utilizzo anche nelle pitture o in particolari vernici per travi, soffitti o pavimentazioni, che necessitano di ulteriori protezioni ignifughe.
La sua particolare struttura fibrosa lo rende resistente anche agli acidi, alla trazione e particolarmente fessibile. E’ un minerale con capacità fonoassorbenti e quindi adatto a coperture insonorizzanti, è inoltre particolarmente flessibile ed allo stesso tempo friabile.
Intorno agli anni ottanta se ne scoprì l’elevata pericolosità a causa dell’alta tossicità delle proprie fibre che potevano essere liberate in fase di lavorazione e frantumazione. Le esposizioni, anche di breve durata, possono provocare l’asbestosi, una malattia polmonare cronica che può facilmente sfociare in una pericolosa forma tumorale, il mesotelioma.
Dopo l’elevata diffusione degli anni 80, dovuta sia alle sue caratteristiche ignifughe che ai bassi costi di produzione, fu definitivamente messo al bando con la legge 257/1992.
La sua produzione è ormai del tutto azzerata e sono state promosse importanti normative per le opere di bonifica e smaltimento |