Informazioni utili e guida sulle leggi ambientali dell'amianto e relativa rimozione obbligatoria

 
Leggi ambientali
Tra le leggi che tutelano la salute del lavoratore sono presenti una serie di normative e decreti rivolti essenzialmente alla bonifica dell’amianto (conosciuto anche come asbesto).
Con la legge 257/1992 si è di fatto abolita la diffusione di tale minerale e di tutti i suoi composti visti gli effetti nefasti sulla salute dell’uomo.

L’amianto in avanzato stato di degrado (lesioni sulle superfici, rottura di materiali composti con amianto ecc.) libera nell’aria delle micro-polveri dannose per l’uomo. In particolare bastano tempi di esposizione anche brevi affinchè tali polveri si depositino nella parete interna del torace o nello strato più esterno dei polmoni provocando così l’asbestosi. Tale malattia può poi divenire cronica e portare al mesotelioma (tumore della pleura) o a tumori dei bronchi e delle vie aeree.

Subito dopo la messa al bando dell’amianto seguirono una serie di decreti e leggi su tale argomento:
• legge 257/1992 per la tutela ed il sostegno di tutti quei lavoratori che hanno utilizzato l’amianto per la produzione di manufatti e prodotti derivati;
• legge 271/1993 che emana disposizioni urgenti per tutti quei lavoratori che lavorano (o hanno lavorato) in industrie ed aziende dedite alla lavorazione dell’amianto;
• decreto 20/1999 contenente tutte quelle normative e metodiche per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto.

A tal proposito vengono specificate tutte le tecniche da adottare affinchè l’amianto sia reso innocuo e possa essere smaltito in totale sicurezza: utilizzo di rivestimenti incapsulati per effettuare la bonifica, maschere e dispositivi per salvaguardare le vie respiratorie e molto altro ancora.

A tutto ciò si aggiungono poi tutta una serie di benefici previdenziali per tutti coloro che sono stati esposti all’asbesto. L’INAIL ad esempio ha emesso cospicui finanziamenti per tutte quelle forme di invalidità connesse all’amianto.
Seguirono tali provvedimenti anche importanti aziende e multinazionali: Enel (per tutelare i lavoratori delle centrali termoelettriche), Enichem (per le proprie filiali a Ravenna, Marghera e Brindisi), Ente Poligrafico e Zecca di Stato di Foggia, Michelin (per il distaccamento di Torino), Vetreria Borma di Livorno – Empoli, ILVA di Taranto e molte altre ancora.

Gli emendamenti ebbero il pieno supporto delle associazioni dei sindacati (GCIL, CISL e UIL) che perfezionarono al meglio le normative a favore dei lavoratori.
Il problema attuale rimane quindi lo smaltimento di materiali in amianto (cabinati di navi, vagoni ferroviari, involucri per centraline elettriche, tettoie in eternit ecc.). Vista la pericolosità e le norme vigenti, per le opere di bonifica occorre fare riferimento a ditte ampiamente certificate o rivolgersi agli enti sanitari della propria regione (ASL)